giovedì 31 dicembre 2015

E l'inverno se ne andrà, anche senza gridare.

Era gennaio. Le strade avevano perso tutti i colori. Avevo freddo. La mia famiglia era lontana, ero scappata da loro, avevo rinnegato i loro insegnamenti; ero una derelitta, una perdente.
Non potevo fare altro che tossire, osservavo il fumo che usciva dalle labbra. Io e il mio alito, nessun altro in tutta la via. Gli altri stavano festeggiando, io stavo annegando.

Se suono forse non sento questo dolore, se suono forse dimentico. Io, nella mia stanza, gli accordi per sconfiggere il silenzio.
La luce tutt'intorno a me, se mi sforzo posso immaginare il calore della mia infanzia, il caminetto acceso, i sorrisi perduti.
Se mi sforzo posso costruire un mondo migliore, fatto di promesse mantenute, di giardini dai petali umidi di vita, di battaglie vinte da tutti.

E l'inverno se ne andrà, anche senza gridare. L'inverno se ne andrà e mi vedrà diversa. Sarò più vecchia, più forte. Anche quando prenderò quel treno che mi porterà a casa, solo per un momento, un momento solo, non mi sentirò straniera.





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