Ho visto il mondo cambiare
e so che niente
sarà più come prima.
La signora Maria, detta Mari, amava parlare con il signor Fernando. Prima di vederlo andava a trovare il suo albero, vicino al fiume. I rami del grande olmo si protendevano verso il fiume e lei lo accarezzava. Chiudeva gli occhi e ascoltava l'albero. Lui le diceva frase sconnesse eppure rivelatrici.
La terra che si sbriciola,
il sole all'orizzonte,
un tramonto che ti trafigge l'anima,
le sue parole custodite in uno scrigno,
come pietre preziose,
la pelle,
antica e cara,
l'abbraccio.
Le foglie su di te.
Il vecchio olmo parlava spesso, ma nessuno lo sapeva. Solo Mari, per la verità, lo sapeva ascoltare.
Mari andava a trovare il signor Fernando nel suo negozio di vernici. Dietro però c'era la stanza in cui lui dipingeva e lì la donna si perdeva. I colori erano acquatici. Blu, ghiaccio, dolore, speranza. Erano fiori, paesaggi, creature dell'inconscio. Il mondo di Fer si popolava di sogni sottomarini.
Mari nutriva la sua vita in quei momenti. Come gocce di linfa quegli istanti entravano in lei e l'illuminavano dall'interno. Talvolta piangeva guardando quei quadri perché erano finestre verso l'infinito. Fer vibrava, come scosso da un ricordo remoto.
Quella donna era un mistero, era vera in ogni suo gesto. Avrebbe voluto stringerla, ma non era possibile. Avrebbe voluto vivere un'altra volta per incontrarla al momento giusto. Quello invece non era il momento giusto, non era la vita giusta.
Così si limitavano a vedersi per pochi momenti, una volta al mese. Lei andava a comprare qualcosa nel suo negozio e poi chiedeva di guardare i suoi quadri e restava per un po' a contemplarli. Talvolta parlavano del mondo, talvolta ridevano e in quegli istanti erano felici, come se fossero finalmente a casa.
Poi tornava il vento. Qualcuno entrava, chiedeva qualcosa, la vita li portava di nuovo lontani. Mari lo salutava e mentre chiudeva la porta del negozio sentiva il cuore spezzarsi. Mille spilli di dolore nell'anima. Sangue ghiacciato nelle vene. Un passo dietro l'altro.
Prima di tornare a casa passava dall'olmo e gli raccontava tutto. L'olmo conosceva la guerra, conosceva la morte e sapeva ascoltare.
Sapeva ascoltare anche i pensieri di Mari.
Verrà un giorno,
amico mio,
in cui non farà più male?
Tu sai dirlo?
Io ho perso le parole.
Mi è rimasto soltanto il silenzio,
con cui continuo ad amarti,
giorno dopo giorno,
notte dopo notte.











