sabato 11 aprile 2026

La guardiana del vento

 Nei ghiacci dell'anima hai trovato un ricordo. Era una possibilità, un consiglio, una vendetta.

Le parole frantumate, fatte a pezzi dall'incuria.

Eppure sei rimasta ingenua come allora, in mezzo a tutto questo frastuono. 

Povera piccola guerriera, tra le macerie.

Una guerriera stanca, ciuffi di capelli bianchi e la fatica degli anni. Cosa ne sarà di te, bambina mia, in mezzo a tutta questa rabbia, in mezzo all'invidia. Che ne sarà di te?

Ti spezzerai, così è sempre stato e già lo sai. Ti spezzerai, ma non in modo irreparabile. Farai colare l'oro sulle tue ferite e diventerai qualcosa di nuovo.

Non sai abbandonare le tue battaglie, non sai fingere. Eppure custodisci il vento, chiuso in una scatola, dentro di te.

La guardiana del vento, così ti chiamavo, lo ricordi? Come in quei giorni in cui la città sbiadiva e ti vedevo nel bosco. I palazzi sfumavano e crescevano alberi centenari intorno a te. Le radici pulsavano, le foglie frusciavano e noi eravamo lì, uniti e invincibili. 

Come fratelli o amanti, come universi in divenire, semi in trasformazione nella terra. Non sapevamo che ne sarebbe stato di noi e del mondo, non sapevamo, e in quell'ignoranza ci guardavamo, stupiti dalla nostra luce.