sabato 21 marzo 2026

L'ultima lettera d'amore

 L'eco delle città, mi porta lontano, lì dove c'eri tu. Eri tutto ciò che desideravo in un universo corrotto e senza pace. Eri la stella luminosa e la vertigine, eri la mia infanzia e il mio futuro. Eri giovane e lo ero anch'io. Non sapevamo quello che sarebbe accaduto ed era giusto così. 

Eri selvaggia e coraggiosa; in un mondo di falsità sapevi essere vera. Per questo mi ero innamorato di te, non subito, ma lentamente, giorno dopo giorno.

La nostra storia fu unica come tutte le storie d'amore. Due persone diventano un unico mondo, s'intrecciano e fioriscono insieme. Poi viene l'autunno, le incomprensioni, la lontananza, le accuse, i verdetti. 

I tuoi occhi si riempivano di nuvole e tempeste. Io mi rimpicciolivo, mostravo le mie ferite, le mie fragilità. E tu mostravi le tue. Eravamo inermi davanti alle cattiverie del mondo, alle insidie, ai tranelli. 

Io e te, come due angeli senza più ali ci guardavamo e non ci riconoscevamo più. Dov'era il tuo coraggio, dov'era la mia anima?

Ancora oggi, mentre cammino in questa città sporca di fumo, ti penso.

Penso al nostro amore, come al fiore più ostinato che cresce in mezzo al cemento, penso al tuo sorriso così ingenuo, così luminoso. Penso ai nostri giochi che diventavano canzoni d'amore. Penso a tutta la mia vita e vorrei cantare, ma non posso. 

Così scrivo. Frasi sconnesse, poesie, pensieri. E tu dove sei?

Ho perso tutto di te, ma mi è rimasto il ricordo. Così, come molti vecchi che ho avuto il privilegio di conoscere, ti aspetto dall'altra parte del cancello. Lì continueremo a giocare e forse ci ameremo ancora per un'ultima volta. 











Nessun commento:

Posta un commento