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martedì 30 agosto 2016

Impressioni di settembre

Piccole gocce di noi. Noi che siamo stati bambini, noi che abbiamo sorriso alzando il viso, le nuvole sulla nostra pelle, luci sul corpo. Noi che abbiamo costruito case immaginarie, fatte di alberi e di silenzi, di foglie e di respiri. Noi.
Noi siamo uomini e donne. 

Piccole gocce di noi. Su questa terra assetata di eroi. Noi, nelle case distrutte.
Piccole gocce di noi. Chinati verso il suolo, non riusciamo ad alzare la testa.
Mi senti? Mi senti ancora?
Ci sei laggiù?
Sprofondato dentro di me.
Scavare non serve.

Piccole gocce di noi, perché abbiamo bisogno d'acqua. Dissetami con la tua dolce presenza, io starò qui e ti ascolterò. Non avrò più fretta, perché il tempo scorre diversamente, perché ora ho capito.
Per tutta la vita ho inseguito un sogno e ora mi accorgo che senza di voi niente avrebbe senso. Che io sono voi, che ciò che conta è qui. 

Siamo stati ingenui, ma felici.

Piccole gocce di noi, bambini, giovani, donne, uomini. Per sempre liberi nell'aria.

 



mercoledì 13 luglio 2016

Hold me

D'estate i sogni prendono il sopravvento su di me. Le favole che ho scritto, i personaggi, le mie visioni, m'inondano. Sono qui, ma sono anche altrove.
Non si può vivere a metà.
Devi scegliere.

Sospesa tra due realtà, tra più universi, osservo le espressioni mutevoli delle persone; vorrei ascoltare tutte le vostre storie, anche le più insignificanti.

Tutte le vite hanno un segreto prezioso, ognuno di noi conserva un momento magico, racchiuso dentro di sé. 

Come quando tu ti sei guardata allo specchio e ti sei vista giovane, pronta per stare con lui. E le tue mani, nelle sue, plasmavano il tempo. 

Come quando tu hai visto il mare e hai pianto.



Foto: Sally Gall


Vorrei lasciarmi abbracciare dall'aria, tornare a vivere nella leggera incoscienza, parlando di poesie, credendomi forte. 
E sono qui, nella mia casa popolata di fantasmi, il corpo sudato, le parole spezzate, il vino, la città là fuori, un deserto bianco e tutto l'amore che ho, che mi possiede a tratti, ferocemente. 
In balia dell'estate, cerco nei prati i piccoli fiori celesti. Ma non li trovo. Non li trovo più.

Se tu fossi con me, ora, rideremmo delle mie paure e mi diresti - Va tutto bene. Abbi fede -

In balia dell'estate, ti inseguo nelle nuvole, nelle ombre al tramonto, nei corridoi vuoti, nelle stanze abbandonate, nelle vie troppo assolate. E ti trovo infine. Non eri mai andato via. 

  




martedì 16 febbraio 2016

Il mare

Quanto mi mancano le tue parole. A volte penso che non sia vero, che non ci sei più. Che non sei più qui. E cammino e non mi riconosco, perché tu non ci sei. Sei nell'aria.
Posso fare chilometri, attraversare città, periferie che hanno dimenticato il loro nome, vie affollate, deserti d'asfalto senza memoria, ma non ti troverò. Non ti troverò più. Qui. Resta qualcosa di te, io lo so, ma brucia la tua fotografia dentro di me. Tu e tutta la tua storia.
Sorridevi e non sapevi cosa sarebbe accaduto.
Quanto sono inutili adesso le mie storie, non ci sei più tu a leggerle.
Nella mia mente si confondono tutti i pezzi delle mie vite. Non ho avuto una sola vita, ne ho avute molte. Sono stata tante e diverse persone.
Ora quei ricordi tornano, a tratti, come onde.
Tu e tutti gli altri siete affondati nel mio mare.
Non posso annegare. Io nuoterò.
E il cielo
e il mare
e l'affanno
e la quiete dell'abbandono
non mi porteranno giù.
Lo prometto,
io nuoterò fino alla fine dei respiri.
Stanca, indebolita, con il cuore malato; eppure così viva, ancora.
Così sconvolta dalla luce,
sempre diversa, sull'acqua.
E tu, e voi, mi accompagnerete con i vostri sorrisi. Io li ricordo tutti i vostri sorrisi. Se potessi dipingerli, raccontarli, per un momento, voi sareste di nuovo qui, con me.






domenica 17 gennaio 2016

Come un incantesimo

Come un incantesimo, la musica spezza i colori, li rompe in piccoli frammenti.
C'è il blu, 
tutto il mare e il suo rumore lontano; 
il nero dell'infinito
del cielo (te lo ricordi?),
era pazzesco, quella notte in montagna, una miriade di pianeti e costellazioni, 
una vertigine.
C'è il rosso, 
tutto l'amore che ho provato, 
rosso sangue, 
tutto quello che ho perso, 
rosso come le rose che si arrampicavano su di me, allora e adesso. Ancora e ancora.
C'è l'arancione,
come i tramonti, quando ho voglia di piangere
e non ho tempo per tutto questo.
C'è il viola, 
come la strada, quando cammino nella città e non posso fare altro che pensare.
C'è il bianco, 
come l'estate quel giorno, in cui tutti sorridevano e ci abbracciavano. Come eravamo belli, come eravamo giovani.
C'è il grigio, 
come la nebbia e l'inverno. I vetri appannati e le parole sussurrate, nelle case.
C'è il verde, 
come le foglie, quando è primavera e tu ti senti ancora così bene, e pensi che vuoi correre forte, non importa dove. Correre, nel verde, nel cielo, nell'aria, nel tuo tempo.
C'è il giallo, come i campi di grano e tutti i desideri, i campi di grano che vedi quando il treno corre troppo veloce e tu ti perdi guardandoli. E vorresti fermarti, ma non puoi.
C'è il marrone della terra, l'ho toccata e mi sono sentita viva. La terra è umida e nasconde centinaia di storie, insetti, lombrichi, creature che sognano mondi lontanissimi.
Tutti i colori del mondo, 
tutti i respiri che ho fatto, 
tutte le favole che ho inventato, 
tutte le persone che ho amato, 
tutti quelli che ho perso.
Scrivo per colori, perché ho dimenticato le parole, mi è rimasta solo una disperata voglia di vivere.
Come un incantesimo, 
dipingo i miei giorni.
Blu, rosso, giallo, viola, ocra, violetto, nero, indaco, azzurro.
Come un incantesimo,
non ho più paura di essere io,
come un incantesimo, 
mi perdo e mi ritrovo,
ora, 
in questo gioco di specchi.