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lunedì 9 settembre 2013

presentazione alla Feltrinelli di Torino


Martedì 17 settembre ore 18,30

Presentazione del libro La memoria degli alberi

di Alice Corsi



Libreria Feltrinelli, Stazione di Porta Nuova, Torino.

Insieme all'autrice interverrà Mario Capello, docente ed editor della Scuola Holden.




Mario Capello ha saputo individuare elementi fondamentali di questo libro, elementi che, ora, sono chiari anche a me. La natura e l'infanzia, fuse in uno spazio mitico, la frattura di questo connubio, la riscoperta lenta del prodigio della vita. E poi la dimensione della fiaba, presente nel romanzo, e tutte le microstorie che ruotano attorno alla vicenda principale. Mario ha sottolineato infatti, l'importanza dei personaggi minori, personaggi che non sono soltanto macchiette, ma che, in pochi tratti, si rivelano al lettore e lasciano intuire altre storie, altri universi in cui loro sono i protagonisti. 
Ringrazio Mario perché ha accettato di presentare il mio libro e perché è riuscito a rendere più chiaro e luminoso il mio percorso narrativo.



 Foto di Federica Gaydou


martedì 11 giugno 2013

La memoria degli alberi. Recensione della Bottega Scriptamanent


La memoria degli alberi e Alice Corsi

Il Premio “La Giara” ha visto una seconda classificata, Alice Corsi, la camaleontica e sensibilissima personalità dalla cui penna è stato partorito il romanzo La memoria degli alberi. Originaria di Alessandria, già autrice nel 1997 di un’altra opera Il colore della terra, edita da Joker: si occupa di scrittura creativa gestendo e promuovendo diversi corsi sull’argomento. «Le gemme si aprono con troppa lentezza. Le tocco e so che ci sono, so che sono vive. Le gemme dentro hanno un liquido d’oro opaco. Vita. Si chiama vita. Io mi sento foglia verde che nasce. Mi sento sola e forte nel legno. Spingo e respiro. Sto solo respirando. Non mi costa fatica. Il dolore si cicatrizza. Ho croci ovunque sul corpo. Se mi guardo nuda davanti allo specchio, rabbrividisco. Ho la pelle bianca, fragile. Qualche livido e i segni di quello che è stato il mio amore. Tagli neri. Non vogliono guarire. Ma io li osservo e li sfioro. Non odio la mia debolezza perché so che è forza. Se piango davanti allo specchio è solo per vedere l’acqua verde sul viso». È la storia di una caduta, quella nella perdizione della propria mente, del proprio dolore, e con essa nella spirale della malattia mentale. Marion ha cicatrici su tutto il corpo ma non ricorda assolutamente come sono state prodotte o da chi, o meglio la sua mente si rifiuta di ricordare qualcosa di troppo grande o di troppo doloroso. Fragilità e insicurezza disegnano un cammino di sabbie mobili dove non solo il corpo ma anche la propria psiche si arena inevitabilmente. Chi sono? Da dove vengo? Sembra chiedersi la protagonista. Animo sensibile o imprudenza di una giovane ragazza di campagna persa nell’atmosfera di provincia, la accompagniamo nelle sue flebili frammentate rimembranze: la casa dei ciliegi e la sua infanzia, con i fratelli e i genitori, la scelta di studiare letteratura lontana dalla sicurezza della sua famiglia, la sofferta perdita del padre, l’arrivo della nonna; fino al trasferimento in una nuova città, dove l’incontro e l’amicizia di Elix e Vlade dapprima, Giada e Michi in seguito, con la sua presenza luciferina le sconvolgerà l’esistenza per sempre.
Ma la vita non è mai prevedibile! Ci si perde per poi ritrovarsi, a volte, anche più forti di prima, allora ecco che i ricordi riaffiorano come un vigoroso inarrestabile fiume che straripa e valica gli argini. «Ricordo qualcosa. Una stanza dalle pareti color mare. La luce entra ad ondate, come aria di oceano, e io sono china su un libro. È un testo di poesie e io l’assaporo. Ma dove sono? Manca tutto il resto».

Complessa la vita di fronte alla problematica e alla sofferta traccia della malattia mentale, sola in mezzo a gente che non conosci affatto quando nessuno sa niente di te, nemmeno chi ti circonda, difficile provare a scoprire il proprio mondo interiore nascosto nel profondo di una coltre di dolorosissimi flashback, solo la forza e il coraggio possono trovare la strada giusta.

«Ha aperto un varco nella mia memoria che temo di esplorare. La sua violenza, il suo odio li conosco. Fanno parte di me. Non so. Ho paura. Ricordo vagamente un bagno illuminato di blu. E io grido e spingo qualcuno. È una ragazza. No. Basta. Basta.»

La tua vita ti grida aiuto, vuole emergere, riaffiorare, raccontarti chi sei, gridarti il peso della tua coscienza e scalfire i ricordi.

In questo processo mentale tanto difficile tutto rivendica la sua importanza, vuole la sua parte nella tua vita, come l’amore, quello dimenticato, tanto negativo e distruttivo per Michi e quello nuovo, positivo e folgorante, fatto solo d’anima ed evanescenza, per il dottore Nico.

«Io rimango sola con le stelle distanti e ghiacciate. Nell’aria calda dell’estate quei puntini luminosi blu sono cristalli di freddo puro, perfetto. […]. Il cuore va un po’ più veloce e non posso farci niente».
di Pamela Quintieri

Nello stesso articolo ci sono le recensioni di Cani Randagi di Roberto Paterlini e di Giochi di mano di Manuela Lunati.

domenica 12 maggio 2013

Salone Internazionale del libro di Torino - presentazione La memoria degli alberi


                                                    STAND RAI - PADIGLIONE 3

 
GIOVEDI’ 16 MAGGIO ORE 18

 RAI ERI  presenta

Il romanzo finalista della prima edizione del Premio Rai LA GIARA
per giovani autori

LA MEMORIA DEGLI ALBERI
di
 ALICE CORSI

 (il diario di un’esperienza estrema,tra perdita di sé e riscatto)
intervengono con l’autrice
 
Fiorenzo Alfieri, Francesco Devescovi, Antonella Parigi

 conducono
Paola Gaglianone e Alessandro Salas

 per informazioni : coordinamento premio La Giara 3397429204

 

mercoledì 10 aprile 2013

la video-presentazione su Rai 3 regionale


Bisogna dire che io non so stare seria, soprattutto quando sono imbarazzata.
E mi scappa da ridere, a volte, a sproposito.

Grazie a Simonetta Rho e ai tecnici di Torino. Loro sì, sono stati bravi.



venerdì 7 dicembre 2012

cani randagi



Cani Randagi di Roberto Paterlini

Il libro di Roberto, il vincitore del premio La Giara, vede finalmente la luce. Ho conosciuto Roberto il giorno della premiazione, io non mi aspettavo di salire sul podio, di arrivare seconda. Quando premiarono Manuela Lunati mi accorsi che l'invidiavo... Il terzo posto sarebbe stato già splendido, per me. Roberto e Manuela sono diventati due compagni in quest'avventura con la RAI. Sono contenta per lui, ora.
L'uscita del libro, la promozione e ora questo booktrailer (bellissimo, semplice, ma bellissimo), fanno ben sperare. In bocca al lupo Roberto!

giovedì 1 novembre 2012

24 luglio 2012


 Il 24 luglio di quest'anno ad Agrigento c'è stata la finale del Premio La Giara, indetto dalla Rai.
La giara d'argento va al mio piccolo romanzo: La memoria degli alberi. E' una notizia inaspettata. Scrivo da quando avevo 13 anni, ma ormai avevo deciso di lasciar perdere perchè la scrittura richiede un impegno costante che io non riuscivo più ad avere. Quest'importante riconoscimento ha modificato il corso delle cose. Ho ripreso a scrivere e la Rai-Eri pubblicherà La memoria degli alberi.