In quell'epoca era quindi più semplice andare in bici o a
piedi nella zona frequentata dalla persona amata. Camminavi davanti al suo
gruppo e magari ti diceva: Ciao!
Dall'intonazione potevi intuire se gli interessavi o meno.
Quante elucubrazioni inutili! Ma sì, hai visto come ti ha salutato! Si vede che
gli piaci. Eh sì…
La mia è stata un’epoca di grandi immaginazioni, storie inventate
che riempivano la nostra vita e spesso diventavano protagoniste assolute dei nostri giorni.
È lui? Sì. Mi guarda?
Non so. Forse; forse avrebbe voluto guardarti, ma si
vergognava.
E a volte passavi davanti alla casa dell’amato immaginario,
fissavi il nome scritto sul citofono e il cuore aveva un sussulto... Sì, c'era della poesia in tutta quella complicata attesa.
