martedì 15 novembre 2022
November song
sabato 15 ottobre 2022
Mirror song
Specchio crudele,
mostrami chi se ne è andato e non ritornerà più.
Mostrami quei giorni,
(non sapevamo che fossero giorni speciali).
Specchio crudele,
mostrami le case che abbiamo dimenticato,
i corridoi,
i giardini nascosti.
Mostrami l'autunno lento della mia vita,
mostrami il cadere silenzioso delle foglie,
e i sorrisi di oggi,
prima che svaniscano,
gocce nell'acqua.
Mostrami ancora una volta
il fiume della mia vita,
talvolta così impetuoso,
lasciami così,
immersa nell'acqua gelida,
viva.
Lasciami così,
a guardare le nuvole.
Mostrami il presente,
che è tutto ciò che abbiamo;
mostrami l'amore,
le mani,
le ombre sui corpi,
i fiori dell'inverno.
Specchio,
non tradirmi,
rivelami ciò che sono,
solo così potrò capire,
solo così potrò riconoscermi.
sabato 17 settembre 2022
Dopo la guerra
Cosa si pensa in guerra?
Forse a sopravvivere.
Portare avanti i giorni e le notti.
Arrivare ad aprire gli occhi al mattino. Proteggere chi ami, fino alla fine dei bombardamenti.
Cosa si pensa quando la guerra è finita?
Ad amare.
Ad amare chi è stato lontano per tanto tempo e ti ha aspettato.
Immagino allora mio nonno e mia nonna. Lei sfollata a Roma, dichiarata città aperta,
lui in Germania in un campo di lavoro, arrestato su un treno, l'8 settembre del '43.
Poi la liberazione e lui che torna finalmente a casa, a Messina, zoppicando.
Vivo.
E lei, viva.
Si abbracciano.
E la guerra scivolò via, per un momento, via da loro.
Guardo questa foto.
All'epoca le foto erano rare. Preziose.
Guardo i loro sorrisi, due ragazzi sopravvissuti alla guerra, in mezzo agli amici,
una sola foto, ma basta.
La calca, gli abbracci, la voglia di farcela.
La gioia di chi ha visto la morte e adesso ha solo voglia di vivere.
Forse è solo questo che conta.
mercoledì 10 agosto 2022
Dorotea, la città precipitata.
Dorotea era una città celeste, lo raccontano le antiche leggende.
Nel suo remoto passato gli angeli suonavano melodie delicate tra le vie luminose.
Angeli dalle ali enormi, fatte di luce.
Dorotea brillava al tramonto e chi l'aveva vista, anche solo in sogno, non la dimenticava più.
Ma questo accadde molto tempo fa.
Dorotea precipitò sulla terra.
Tutto quello che c'era di etereo in lei si fece materia, diventò pietra, marmo, cemento.
I suoi abitanti non erano più angeli, ma uomini e donne. Il desiderio dell'altezza e della profondità però non si placò mai in loro e nella loro città.
Fontane nascoste nei cortili,
finestre nel vuoto,
cattedrali corrose dal mare e dal vento,
vicoli incrostati di sogni,
statue di angeli dallo sguardo triste, verso il tramonto,
case dai muri curvi,
volti senza occhi sulle pareti.
Arrivai a Dorotea con il corpo alla deriva.
Lividi, dolori, mancanze.
Andai fino alla sua basilica, sembrava un gigantesco termitaio o un organo nel deserto, ancora incompleto.
Lì c'era ancora la traccia remota della città precipitata.
All'interno grandi alberi s'innalzavano per cercare una luce perduta che, pure un tempo, avevano vissuto.
Quella luce prigioniera mi parlò di tutti i colori del mondo, dei rumori impercettibili dell'universo, della nascita e della morte.
Allora capii finalmente:
Dorotea non era perduta
e neanche io.
mercoledì 13 luglio 2022
Raccontami ancora del mondo vecchio
domenica 19 giugno 2022
Never let me down
Pensavamo di poter volare,
pensavamo di poter vedere tutto dall'alto.
Invece non è stato così.
Parole come pietre,
il fuoco che corrode i ricordi,
in fumo ciò che siamo stati,
in fumo i bambini che eravamo,
io e te.
In fumo le speranze.
La guerra come unico orizzonte.
Le mani che si aprono,
vuote.
Troppo dolore per ricominciare.
Siamo caduti,
il volo si è bloccato.
Le ali spezzate,
il cielo capovolto,
il mondo bruciato,
una cicatrice profonda,
sulle città e sui boschi.
L'erba secca,
le parole taciute,
i silenzi crudeli,
come schegge,
sulle ali ferite.
Le stelle precipitate nel campo,
bagliori nel buio,
ancora respirano,
ma è troppo tardi ormai.
domenica 22 maggio 2022
Cuando calienta el sol
In metro, stanca, grigio e nero fuori dai finestrini.
Entra lui, un uomo tarchiato, dai tratti sudamericani, la pelle del colore del sole, con la chitarra.
Poche note e si apre un ricordo.
Cuando calienta el sol aquí en la playa
Siento tu cuerpo vibrar cerca de míEs tu palpitar, es tu cara, es tu pelo
Son tus besos, me estremezco.
domenica 10 aprile 2022
La foresta ad aprile
La foresta ad aprile si risveglia lentamente,
petali bagnati dall'umidità della notte,
muschio che respira,
arrampicandosi sui nostri corpi,
come quando vuoi gridare forte,
come quando t'immergi nell'acqua dopo tanto tempo,
come quando i nostri sguardi erano leggermente strabici,
e finivamo per inciampare
cadendo giù,
nella tana del coniglio,
ridendo come bambini o come pazzi,
giù
a perdifiato.
Respira,
è solo un momento,
poi ritorna l'aria
è solo un momento.
La foresta ad aprile
si aprì con tutti i suoi segreti,
piangevamo e ridevamo,
minuscoli sotto alle foglie,
alle felci,
non volevamo fermarci,
corremmo fino alla fine,
lacrime e baci,
fino alla fine.
La foresta ad aprile
è crudele e selvaggia,
come la primavera,
brutale e vitale
come tutti i finali,
brutale e vitale
come tutti gli inizi.
martedì 1 marzo 2022
Prendimi e portami via
Prendimi e portami via
dal fumo e dal suono delle sirene.
Portami via, fino al fiume.
Lo attraverseremo con il cuore che rimbomba nelle orecchie.
La tua mano,
la mia,
l'acqua sotto di noi
e l'inferno dietro.
Il cielo insanguinato,
la macchia si allarga sempre di più.
Uomini vi siete persi?
Avete pugnalato la terra e le nuvole e
ora c'è sangue dappertutto.
Prendimi e portami via,
nei sentieri dimenticati dalle mappe,
nel bosco.
Respireremo vicini
e sopravviveremo con il nostro calore.
Domani cosa racconteremo?
Racconteremo del dolore nella città e del terrore negli occhi delle madri e dei padri. Ma racconteremo anche il loro disperato coraggio.
La storia è crudele e lascia cicatrici su di noi.
La storia è qui.
La stiamo vivendo ora,
amore mio.
sabato 29 gennaio 2022
L'inverno del ghiaccio
Ghiaccio sulla mia e sulla tua pelle,
dopo secoli di abbandono,
nell'inverno della nebbia,
densa, intatta,
nell'inverno
dell'attesa,
e del mancato perdono.
Le mani dei bambini
a cercare una chiave nascosta,
a scavare la terra,
per trovare un passaggio segreto.
Io, te,
nell'inverno pietrificato.
Il tuo respiro mi parla di te,
delle foreste nella neve,
delle tracce lasciate dai nostri piedi,
delle tane in cui ci siamo rinchiusi, per proteggerci.
Brina su di noi,
Luna muta,
stelle come cristalli,
lassù,
a indicare la via.





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