venerdì 4 agosto 2023

Pirra la città multiforme

 Venne il giorno in cui i miei viaggi mi portartono a Pirra. Appena vi misi piede tutto quello che immaginavo era dimenticato; Pirra era diventata ciò che è Pirra.

Italo Calvino, Le città invisibili.


                               




Non era una città, erano più città messe insieme. 

Buche profonde, crepacci, palazzi corrosi dall'acqua di mare, conchiglie incastrate nei muri, passaggi segreti, trappole.

C'era rimasta la traccia della guerra, come proiettili nei ricordi delle persone.

Quando il vento soffia qui i bambini si fermano a guardare dalle finestre il mare che diventa cielo.

Quanti nomi ha questa città?

Quante storie sono nate dal mare e sono diventati fantasmi, nei vicoli della città vecchia?




- Parlami ancora di quando sei partito e pensavi di non tornare, parlami del tempo che s'infrange sul tuo corpo e ti lascia acqua salata sulle labbra. Parlami dell'amore e delle sue metamorfosi, delle ali che spingono per uscire e degli occhi offuscati per il dolore muto. Parlami di ciò che abbiamo perso per paura e per proteggere il nostro cuore ferito -

Poi ho scoperto che nella città multiforme le storie diventano leggenda.

Ciò che è stato raccontato dagli antichi diventa una canzone che parla del vento, del mare, degli amori spezzati e poi ricongiunti, in un gioco dolce, che non vuole, e non può, finire.











martedì 4 luglio 2023

5 luglio 2005

 Ho fatto mille miglia per trovarti, senza averti mai.
Ho disegnato centomila aquiloni, 
per darti la libertà 
e tu l'hai colta al volo.

Sei nato libero, 
figlio mio, 
sei figlio del vento.

Cosa ascoltavi nella mia pancia?
Quali colori vedevi?
Cos'hai sognato?
Cavallucci marini e sirene, in una notte di pioggia, 
le gocce sulla pelle, 
forse lacrime, 
forse sudore.




Sei nato 18 anni fa
e ormai non sei più mio, 
non lo sei mai stato.




Cammini nel mondo, così infinito, così distorto, 
ed io, 
non posso far altro che guardarti, 
nel sole, 
vederti in controluce e sorriderti.

Essere madre, 
essere casa, 
diventare rifugio, 
diventare acqua che nutre.
Sangue e vita.

 Ho fatto mille miglia per trovarti, senza averti mai.
Hai disegnato mille sentieri nel bosco, 
si aprono mille strade, 
tra le erbacce e le pozzanghere, 
tra i rovi e le rose.
E' un'avventura meravigliosa.
Perchè è la tua avventura. 





giovedì 1 giugno 2023

Verde acqua

 Acqua, 
amata, 
desiderata.
Acqua.
(Sulle strade, nel cielo, fuori dai vetri, sui petali, sulle foglie)
Acqua dagli occhi.


Siamo fatti di acqua.
Ma lo dimentichiamo.
E diventiamo roccia, giorno dopo giorno.
Diventiamo sabbia, che scivola via sulle mani, 
diventiamo materia inerte, porosa, 
diventiamo pietra pomice, 
o granito, 
freddo, impenetrabile.

Dimentichiamo di essere stati acqua, 
di aver accarezzato l'erba, 
di esserci sciolti in ruscelli, 
di essere stati sorgente.

Torniamo ad essere acqua, 
amore mio, 
senza la pesantezza del tempo, 
l'orrore del precipizio, 
torniamo ad essere acqua,
insieme.

Nei nostri occhi ci vedremo bambini,
e non avremo voglia di andare via,
perchè saremo gocce, 
libere di scorrere verso il mare.





domenica 23 aprile 2023

Il giorno più freddo del mondo

 Era il giorno del funerale della sua bambina.
Può una bambina morire a quattro anni? Dopo pochi giorni di dolore?
Faceva molto freddo.
La neve dappertutto.
Le montagne ghiacciate, giganti scolpiti nel cielo bianco.
Una fila di persone, immobili nel cimitero, a Trinitè. Suo marito era bravo a lavorare il legno, le aveva fatto lui la croce. Una croce rosa, lei adorava il rosa. Una croce da bambina, ma le bambine non dovrebbero avere una croce, anche se è rosa, anche se ha dei cuori disegnati.
Lei, la mia amica, la mia stella, era lì, nel bianco a ricevere le condoglianze.
Che brutta parola: condoglianze. Non mi è mai piaciuta. È fredda. Preferisco dire: mi dispiace tantissimo. 
Preferisco abbracciare e basta e piangere, magari.
Era l'inverno più freddo del decennio e si era ghiacciato anche il mio cuore.
Lei era quasi trasparente, non puoi capire chi perde un figlio.
Non puoi capire.
L'abbracciai e mi sentii spezzare lentamente, pezzo a pezzo.
Cosa sarebbe rimasto di me, di noi.
Io e lei, felici.
Io e lei.
Il dolore non si spiega.

Io e lei a Torino, io e lei nella nostra stanza a ridere.
Lei che non c'è più.
Eppure non mi lascia mai sola.









domenica 19 marzo 2023

L'ultima canzone

 Ci sono storie che nascono e poi non vedono la luce.

Semi rimasti nella terra pieni di desiderio.

Primavere dimenticate, inverni precoci, destini seccati.





Ci sono amici che ci hanno ferito, lame nella carne,

parole come frecce avvelenate,

liquido verde nel sangue.

Amici che hanno strappato la nostra foto, 

lì sorridevamo, 

lì ci credevamo.


Ci sono strade che portano lontano, 

stanze che diventano buie, 

canzoni che non riusciamo più ad ascoltare, 

carezze che ricordiamo, 

fuochi nel cuore, 

stelle precipitate, 

silenzi, 

lacrime davanti al cielo.


Ci sono stazioni da cui non sei mai partito, 

treni che hai perso cento volte, 

baci che non hai mai dato.



Ci sono tramonti che ti sono rimasti dentro, 

onde del mare, 

speranze ancora conficcate nella testa, 

speranze, 

come maledizioni o benedizioni, 

che ti portano a camminare ogni giorno.

Verso la meta, 

verso l'ultimo giorno.

Allora, in un momento, 

il sole, la terra, l'acqua, il mare, 

tutto sarà chiaro

e presente. 



domenica 12 febbraio 2023

Figlia di un temporale

Figlia di un temporale, 

cosa è rimasto di te?

Capelli umidi sugli occhi, 

corpo, macerie.

Dimmi dove stai andando, nell'aria tagliente dell'inverno,

dimmelo.






Piedi nella neve, 

occhi lucidi, tagli sulle mani.

Cammini nel bosco, attenta ai sussurri e ti perdi le mie parole.

Sono qui, non mi sono mai allontanto da te, 

come un abbraccio freddo, 

fatto di vento e di cristalli di ghiaccio.

Figlia di un temporale, 

io non posso dimenticarti, perchè fai parte di me, 

del mio passato e del mio futuro.

Il mio presente è impresso nella corteccia, tu l'accarezzi e mi parli.

Figia di un temporale, 

non andare via da me. 











domenica 15 gennaio 2023

Un foglio e una penna, possono bastare.

 Ci ho riprovato.

Ho provato a scrivere direttamente al computer, ma non ce l'ho fatta.

La storia si sbriciolava davanti a me, così inutile e sbiadita. Non riuscivo a sentire i personaggi. Personaggi che restavano muti, non riuscivo a percepirli. A sentire il loro dolore, la loro gioia.

Ho lasciato stare il pc, ho preso un quaderno e una penna. La storia si è aperta lentamente come un fiore, petalo a petalo.

È solo così che ci riesco. Solo con il contatto del foglio e lo scorrere della penna.  È lì che accade il mio piccolo prodigio, è lì che divento il tramite tra un mondo e l'altro.

E non importa se ci vorrà più tempo, perché poi dovrò ritrascrivere tutto, non importa. L'essenziale è che si crei quella situazione strana in cui io entro dall'altra parte, come nella tana del Bianconiglio, e che possa osservare, sentire, vivere quello che stanno vivendo loro, i miei personaggi.

Un'altra cosa serve, oltre al quaderno e alla penna. Mi serve il silenzio.

Non canzoni, non parole, non voci. Solo il silenzio. E questo talvolta è davvero difficile da ottenere. 

Ma ci proverò. Ho voglia di tornare a viaggiare. Dentro la mia storia inventata.




domenica 18 dicembre 2022

La porta di ghiaccio

 Tutti gli specchi rivelano una parte del tutto.

Ci sono scale nascoste negli specchi, porte, passaggi.

Spesso non li vogliamo vedere, distogliamo lo sguardo, ignorandoli.

Io un giorno ho visto una porta di ghiaccio. Ho sfiorato la superficie del vetro e sono entrata.




Faceva freddo, un gelo millenario che entrava nelle ossa e si depositava dentro.

Gli occhi coperti di brina. Era troppo tardi per tornare, dovevo trovare l'uscita per sopravvivere.

Un giardino di neve, pesci congelati nel laghetto, il mio respiro sempre più breve.

Non c'è più tempo.

Non c'è più tempo.

Tutta la mia vita in brevi fotogrammi. Troppo veloci per essere capiti. Mani di bambina, giochi, strade di periferia, occhi, baci, grida, vetri rotti, silenzi.

Il buio.

La notte.

Il battito del mio cuore.

Solo quello nel nero.

Il mio battito.

Il mio respiro.

Petali screziati che si aprono nella neve.


Il risveglio nel letto, un sudore gelato su tutto il corpo.

Sono ancora viva, sono tornata.

Sono ancora viva.

Lo specchio davanti a me mostrava il disgelo.

Il giardino innevato si scioglieva lentamente, gocce d'acqua scorrevano sugli aghi di pino, il ghiaccio si stava trasformando.

Un respiro alla volta. Una goccia alla volta.

Ritornai a respirare.






martedì 15 novembre 2022

November song

Tu eri la mia salvezza o la mia fine.
Non riuscivo più a capirlo. 
La guerra dentro di me. Proiettili per terra, ancora inesplosi, ma forse, ancora per poco.
Sudato, vivo.
La città è un deserto grigio.
Le luci nelle case mi parlano di un calore antico.
E io, come un esule, per le vie, da solo.
Il mio viso crocefisso, il solco del dolore sulle guance.
Ricordo quando me le accarezzavi, come se fossi un bambino o qualcosa di prezioso, da non rompere, da non guastare.
E allora ci sorridevamo e la stanza diventava un giardino d'estate.
Dalle pareti fiorivano ricordi e io e tu, nient'altro nel nostro universo.






Perché i miei errori ora pesano sul cuore stanco, invecchiato.
E tutto ciò che sono stato con te diventa una canzone, una maledetta canzone che mi ripeto per non impazzire.

Arriverò fino da te e non ti chiederò niente, non ti dirò neanche una parola, solo ti guarderò e tu capirai.
Vedrai le mie mani vuote, aperte verso di te, vedrai i miei occhi pieni di te, di te, di te e forse mi farai entrare, forse.

La guerra là fuori, il dolore, la nebbia bianca e noi, sopravvissuti alla fine del mondo, ci abbracceremo.




sabato 15 ottobre 2022

Mirror song

 Specchio crudele, 

mostrami chi se ne è andato e non ritornerà più.

Mostrami quei giorni,

(non sapevamo che fossero giorni speciali).

Specchio crudele, 

mostrami le case che abbiamo dimenticato,

i corridoi, 

i giardini nascosti.

Mostrami l'autunno lento della mia vita, 

mostrami il cadere silenzioso delle foglie,

e i sorrisi di oggi, 

prima che svaniscano, 

gocce nell'acqua.



Mostrami ancora una volta 

il fiume della mia vita, 

talvolta così impetuoso,

lasciami così, 

immersa nell'acqua gelida, 

viva.

Lasciami così,

a guardare le nuvole.


Mostrami il presente,

che è tutto ciò che abbiamo;

mostrami l'amore, 

le mani, 

le ombre sui corpi,

i fiori dell'inverno.

Specchio, 

non tradirmi, 

rivelami ciò che sono, 

solo così potrò capire,

solo così potrò riconoscermi.