sabato 23 gennaio 2021
La fine del tempo
lunedì 21 dicembre 2020
Petali sulla pelle (canzone del Natale mancato)
Tutto ciò che ho perso, in questo Natale mancato, è qui.
Polvere di ghiaccio sulle mie mani stanche
e lei, come una luce che si affievolisce e infine si spegne.
Lei, i suoi occhi, il suo sorriso,
il suo corpo,
il suo desiderio.
Petali bianchi sulla pelle,
cristalli di neve nei suoi capelli,
poesie sussurrate
e infine
il silenzio.
Lei era, lei è ancora, una speranza tenace.
Crescono fiori d'inverno sulla sua cicatrice,
fiori rari, sconosciuti.
Lei li accarezza e mi sorride
e io torno a sperare.
Torno a vivere.
Perché l'inverno finirà,
la morte lascerà piccoli semi nella terra.
A primavera io e lei,
le nostre mani,
i nostri occhi, così nuovi,
così diversi.
Non ci sarà più bisogno di parlare.
martedì 17 novembre 2020
Sorella, amore mio
Sorella, è arrivato il vento e
ci ha colpito in faccia.
Senza tregua, sorella, amore mio.
Senza farci respirare,
ci siamo chiusi in casa
aspettando
qualcosa che non sarebbe arrivato.
Il vento, dolce e crudele,
nelle città,
nei campi,
nei deserti delle strade spopolate.
Il vento,
ripetimi il suo nome sorella,
perché io l'ho dimenticato.
Tu lo ricordi?
Mi accompagni in silenzio,
mentre le vie diventano buie,
le finestre si chiudono.
Tu sai quando finirà la tempesta?
Lo sai, amore?
Se mi vedrai piangere,
sappi che poi passa,
poi passa.
(Me lo diceva sempre la nonna,
mentre muoveva le sue dita sul pianoforte).
Poi passa.
Sorella sorreggimi perché non conosco più questa città,
le piazze, i vicoli,
c'è troppa polvere e silenzio.
Indicami la strada,
amore mio.
Indicami la strada.
sabato 17 ottobre 2020
Stringimi le mani
Stringimi le mani,
sto per cadere, ma so che qualcosa di te sarà per sempre in me.
Un germoglio che è cresciuto nel tempo (sferzato dalla pioggia dell'inverno, sopravvissuto all'aridità dell'estate) è qui, dentro di me, ancora forte, ancora vivo.
Ogni giorno combatto e spesso perdo, ma so che ci sei.
Il corpo si sgretola lentamente, in quest'autunno che fa paura.
Donne, uomini, bambini,
tutti alla deriva
prigionieri di qualcosa di invisibile.
Donne
uomini
bambini
E io e te, con le catene ai polsi e la bocca nascosta,
solo gli occhi sono rimasti,
gli occhi,
per guardarti,
per amarti,
e accarezzarti piano.
martedì 1 settembre 2020
La casa delle maschere
venerdì 7 agosto 2020
L'ultima notte
Eravamo ancora bambini, ma stavamo crescendo. L'estate era eterna per noi.
Io e Cristian eravamo diventati amici, anche se lui aveva tre anni più di me. Le sue mani sapevano costruire giochi, coltelli, bastoni per la battaglia.
Il suo sguardo era spesso nascosto da cappelli, amava l'ombra e a nascondino era il più bravo di tutti. Io invece amavo il sole e la luce abbagliante dell'estate.
Ero chiacchierona e gli raccontavo mille storie inventate. Lui sorrideva, ma restava spesso in silenzio e io non capivo cosa gli passasse per la testa.
Cristian amava il legno, lo sapeva lavorare, incidere, levigare.
Era il 15 di agosto, la fine dell'estate per me. Il giorno dopo sarei partita, forse non ci saremmo rivisti più. Trovavo tutto questo crudele e ingiusto. Spiavo i suoi movimenti lenti mentre camminava, il suo sguardo, il suo sorriso ad un tratto triste.
Arrivammo al mare; era buio, immenso, una distesa d'acqua sussurrante.
Pensai che la vita a volte era dolore, perchè non sentirlo più, non vederlo, non potergli parlare ancora era davvero intollerabile.
- Questo è per te - mi diede una piccola statua di legno. Era un angelo, mi assomigliava vagamente. Sorrideva, ma gli occhi sembravano guardare lontano, oltre il mare.
- Grazie Cristian, io ti porterò sempre qui - e gli indicai il cuore. Il cuore di bambina che si spezzava pian piano.
Ci abbracciammo forte.
E piangemmo.
Il mare ci rassicurava come un padre benevolo, le stelle stavano zitte, lucenti e bellissime.
Ancora oggi conservo l'angelo di legno di Cristian e mi piace pensare che un giorno, forse da vecchi, rimasti soli, ci ritroveremo davanti al nostro mare. Lui avrà un cappello, io gli parlerò di qualche avvenimento fantastico parzialmente vero, in gran parte inventato. Ci riconosceremo.
Avremo tutta una vita da raccontarci.
giovedì 9 luglio 2020
Oltremare
Sofia si era persa per J. Disegnava il suo viso, il suo profilo, la forma del suo naso, l'ombra imperfetta, sempre diversa, sul suo corpo, sulle sue spalle.
Ma lui era lontano, oltre la città, oltre i campi e le periferie.
Là dove finisce la terra e inizia il mare.
Il viaggio fu lungo e crudele. Sofia si perse più volte nei vicoli del paese. Un uomo dai capelli rossi iniziò a seguirla.
giovedì 11 giugno 2020
La fuga
sabato 16 maggio 2020
Fragile e rosso
Confinati in casa da mesi, consolati solo dalle voci attraverso gli schermi, le voci amate.
Gli schermi ci riportavano le immagini dei volti, ci salutavamo, ridevamo e sempre sentivamo di aver perso qualcosa.
Il contatto.
Toccare.
Eravamo tutti diventati intoccabili.
Ci mancava la pelle, ci mancava l'odore.
Tornai ad uscire che era maggio. Il sole accarezzava le foglie degli alberi e io potevo di nuovo sorridergli. Attraverso il verde delle venature intravedevo la mia vita.
Una serie d'istantanee veloci che non riuscivo più a mettere in ordine.
Io bambina, io donna, io madre, io ragazza, io...
Arrivai al prato, verso il fiume.
I papaveri erano nati, inconsapevoli della loro bellezza, della loro fragilità.
Un giorno e moriranno, ma per quell'unico giorno saranno luce di fuoco nel verde.
Sarei arrivata in fondo alla strada?
E tu dov'eri?
Perché non eri lì, con me?
Io e te e i nostri fantasmi nell'estate mancata.
Tutt'attorno a noi il silenzio dei papaveri e l'aria sospesa.
- Io senza non vivo più.
Senza il sole,
senza il vento,
senza l'aria,
senza l'erba,
senza te,
io non vivo più -
giovedì 9 aprile 2020
Non fermarti
- Non andare via - ti avrei detto.
- Non andare via -














