sabato 21 ottobre 2023
Cos'è rimasto nel cuore
venerdì 15 settembre 2023
Sofia e il blu
Sofia era giovane, ma l'estate l'aveva bruciata internamente.
Un campo secco dentro di lei. Era alla ricerca di acqua.
Era alla ricerca di una canzone che non ricordava più, eppure sapeva che c'era da qualche parte.
Sofia aveva 16 anni e non sapeva cos'era l'amore e neanche le interessava.
Era una ragazza abituata a lottare per sopravvivere.
Le città erano bruciate. C'erano solo più il silenzio, lei e pochi altri.
Il sole asciugava ogni cosa, anche i suoi pensieri.
Sofia ricordava un'infanzia diversa. Le grandi alluvioni, gli allarmi e poi la guerra.
Si guardava le mani e, a volte, piangeva.
Aveva perso tutti e viveva da sola, di caccia e ricordi.
Sua madre, suo padre, suo fratello. Ma preferiva cancellare tutto. Lasciare il bianco nella sua testa.
Aveva un solo amico, Zeno. Zeno era l'unico di cui si fidava. Lui usciva solo di notte, di giorno sorvegliava la madre, ferita, nascosta in una cantina.
Al tramonto, a volte, si trovavano per parlare.
E, per un momento, sembravano ragazzi.
E, per un momento, la guerra non c'era mai stata e il mondo non era impazzito.
In quei momenti Sofia era felice.
- Non devi più stare da sola, starai con me, se vuoi - le disse un giorno Zeno.
La nebbia e l'afa.
Le macerie.
Il fumo degli incendi.
- Andiamo a vedere il mare? -
- Sì, andiamo al mare, te lo prometto.
Il viaggio iniziò quel giorno stesso perchè Sofia cominciò ad immaginare il blu,
il celeste e l'aria.
Anche la sola immaginazione l'aiutò a sopravvivere.
Era l'inizio di una nuova storia e lei non lo sapeva.
venerdì 4 agosto 2023
Pirra la città multiforme
Venne il giorno in cui i miei viaggi mi portartono a Pirra. Appena vi misi piede tutto quello che immaginavo era dimenticato; Pirra era diventata ciò che è Pirra.
Italo Calvino, Le città invisibili.
Non era una città, erano più città messe insieme.
Buche profonde, crepacci, palazzi corrosi dall'acqua di mare, conchiglie incastrate nei muri, passaggi segreti, trappole.
C'era rimasta la traccia della guerra, come proiettili nei ricordi delle persone.
Quando il vento soffia qui i bambini si fermano a guardare dalle finestre il mare che diventa cielo.
Quanti nomi ha questa città?
Quante storie sono nate dal mare e sono diventati fantasmi, nei vicoli della città vecchia?
- Parlami ancora di quando sei partito e pensavi di non tornare, parlami del tempo che s'infrange sul tuo corpo e ti lascia acqua salata sulle labbra. Parlami dell'amore e delle sue metamorfosi, delle ali che spingono per uscire e degli occhi offuscati per il dolore muto. Parlami di ciò che abbiamo perso per paura e per proteggere il nostro cuore ferito -
Poi ho scoperto che nella città multiforme le storie diventano leggenda.
Ciò che è stato raccontato dagli antichi diventa una canzone che parla del vento, del mare, degli amori spezzati e poi ricongiunti, in un gioco dolce, che non vuole, e non può, finire.
martedì 4 luglio 2023
5 luglio 2005
Ho disegnato centomila aquiloni,
per darti la libertà
e tu l'hai colta al volo.
Sei nato libero,
figlio mio,
sei figlio del vento.
Cosa ascoltavi nella mia pancia?
Quali colori vedevi?
Cos'hai sognato?
Cavallucci marini e sirene, in una notte di pioggia,
le gocce sulla pelle,
forse lacrime,
forse sudore.
Sei nato 18 anni fa
e ormai non sei più mio,
non lo sei mai stato.
ed io,
non posso far altro che guardarti,
nel sole,
vederti in controluce e sorriderti.
Essere madre,
essere casa,
diventare rifugio,
diventare acqua che nutre.
Sangue e vita.
Ho fatto mille miglia per trovarti, senza averti mai.
Hai disegnato mille sentieri nel bosco,
si aprono mille strade,
giovedì 1 giugno 2023
Verde acqua
amata,
desiderata.
Acqua.
(Sulle strade, nel cielo, fuori dai vetri, sui petali, sulle foglie)
Acqua dagli occhi.
domenica 23 aprile 2023
Il giorno più freddo del mondo
Può una bambina morire a quattro anni? Dopo pochi giorni di dolore?
Faceva molto freddo.
La neve dappertutto.
Le montagne ghiacciate, giganti scolpiti nel cielo bianco.
Una fila di persone, immobili nel cimitero, a Trinitè. Suo marito era bravo a lavorare il legno, le aveva fatto lui la croce. Una croce rosa, lei adorava il rosa. Una croce da bambina, ma le bambine non dovrebbero avere una croce, anche se è rosa, anche se ha dei cuori disegnati.
domenica 19 marzo 2023
L'ultima canzone
Ci sono storie che nascono e poi non vedono la luce.
Semi rimasti nella terra pieni di desiderio.
Primavere dimenticate, inverni precoci, destini seccati.
Ci sono amici che ci hanno ferito, lame nella carne,
parole come frecce avvelenate,
liquido verde nel sangue.
Amici che hanno strappato la nostra foto,
lì sorridevamo,
lì ci credevamo.
Ci sono strade che portano lontano,
stanze che diventano buie,
canzoni che non riusciamo più ad ascoltare,
carezze che ricordiamo,
fuochi nel cuore,
stelle precipitate,
silenzi,
lacrime davanti al cielo.
Ci sono stazioni da cui non sei mai partito,
treni che hai perso cento volte,
baci che non hai mai dato.
Ci sono tramonti che ti sono rimasti dentro,
onde del mare,
speranze ancora conficcate nella testa,
speranze,
come maledizioni o benedizioni,
che ti portano a camminare ogni giorno.
Verso la meta,
verso l'ultimo giorno.
Allora, in un momento,
il sole, la terra, l'acqua, il mare,
tutto sarà chiaro
e presente.
domenica 12 febbraio 2023
Figlia di un temporale
Figlia di un temporale,
cosa è rimasto di te?
Capelli umidi sugli occhi,
corpo, macerie.
Dimmi dove stai andando, nell'aria tagliente dell'inverno,
dimmelo.
Piedi nella neve,
occhi lucidi, tagli sulle mani.
Cammini nel bosco, attenta ai sussurri e ti perdi le mie parole.
Sono qui, non mi sono mai allontanto da te,
come un abbraccio freddo,
fatto di vento e di cristalli di ghiaccio.
Figlia di un temporale,
io non posso dimenticarti, perchè fai parte di me,
del mio passato e del mio futuro.
Il mio presente è impresso nella corteccia, tu l'accarezzi e mi parli.
Figia di un temporale,
non andare via da me.
domenica 15 gennaio 2023
Un foglio e una penna, possono bastare.
Ci ho riprovato.
Ho provato a scrivere direttamente al computer, ma non ce l'ho fatta.
La storia si sbriciolava davanti a me, così inutile e sbiadita. Non riuscivo a sentire i personaggi. Personaggi che restavano muti, non riuscivo a percepirli. A sentire il loro dolore, la loro gioia.
Ho lasciato stare il pc, ho preso un quaderno e una penna. La storia si è aperta lentamente come un fiore, petalo a petalo.
È solo così che ci riesco. Solo con il contatto del foglio e lo scorrere della penna. È lì che accade il mio piccolo prodigio, è lì che divento il tramite tra un mondo e l'altro.
E non importa se ci vorrà più tempo, perché poi dovrò ritrascrivere tutto, non importa. L'essenziale è che si crei quella situazione strana in cui io entro dall'altra parte, come nella tana del Bianconiglio, e che possa osservare, sentire, vivere quello che stanno vivendo loro, i miei personaggi.
Un'altra cosa serve, oltre al quaderno e alla penna. Mi serve il silenzio.
Non canzoni, non parole, non voci. Solo il silenzio. E questo talvolta è davvero difficile da ottenere.
Ma ci proverò. Ho voglia di tornare a viaggiare. Dentro la mia storia inventata.
domenica 18 dicembre 2022
La porta di ghiaccio
Tutti gli specchi rivelano una parte del tutto.
Ci sono scale nascoste negli specchi, porte, passaggi.
Spesso non li vogliamo vedere, distogliamo lo sguardo, ignorandoli.
Io un giorno ho visto una porta di ghiaccio. Ho sfiorato la superficie del vetro e sono entrata.
Faceva freddo, un gelo millenario che entrava nelle ossa e si depositava dentro.
Gli occhi coperti di brina. Era troppo tardi per tornare, dovevo trovare l'uscita per sopravvivere.
Un giardino di neve, pesci congelati nel laghetto, il mio respiro sempre più breve.
Non c'è più tempo.
Non c'è più tempo.
Tutta la mia vita in brevi fotogrammi. Troppo veloci per essere capiti. Mani di bambina, giochi, strade di periferia, occhi, baci, grida, vetri rotti, silenzi.
Il buio.
La notte.
Il battito del mio cuore.
Solo quello nel nero.
Il mio battito.
Il mio respiro.
Petali screziati che si aprono nella neve.
Il risveglio nel letto, un sudore gelato su tutto il corpo.
Sono ancora viva, sono tornata.
Sono ancora viva.
Lo specchio davanti a me mostrava il disgelo.
Il giardino innevato si scioglieva lentamente, gocce d'acqua scorrevano sugli aghi di pino, il ghiaccio si stava trasformando.
Un respiro alla volta. Una goccia alla volta.
Ritornai a respirare.











